magazine n. 1/17 – Un nuovo standard di comunicazione per una cooperazione più trasparente

di Emilio Ciarlo, dirigente Ufficio II

• Una cooperazione più trasparente che comunichi con chiarezza e tempestività informazioni e dati. È con questo ambizioso obiettivo che l’Agenzia italiana per la Cooperazione allo sviluppo ha aderito all’International Aid Transparency Initiative (Iati), iniziativa volontaria che unisce più di 450 organizzazioni di vari paesi in tutto il mondo, tra cui Ocse-Dac e Undp. Per migliorare la trasparenza dei dati sugli aiuti allo sviluppo e l'adozione di standard comuni internazionali, Iati ha sviluppato un formato standard di comunicazione dei dati (Iati 2.02) che contiene tutte le informazioni ritenute necessarie per una pubblicazione elettronica tempestiva, completa e di lunga prospettiva dei dati sulle attività di cooperazione dei singoli donatori.

Un'adesione fortemente voluta da Aics, ma di non facile realizzazione, in quanto l'adozione di uno standard tecnico di livello così alto ha comportato un notevole sforzo per adeguare i sistemi informatici e gestionali di raccolta dati utilizzati dall'Agenzia. È stato infatti necessario rivedere e potenziare tutto il sistema gestionale interno (da quello denominato  Sic al Siconta) e ridefinire i campi anagrafici di classificazione per l'immissione dei dati in base alle più recenti indicazioni Ocse-Dac e alla luce dei nuovi Obiettivi di sviluppo sostenibile.

Si tratta di un notevole impegno verso la trasparenza di cui l'Agenzia si è fatta carico sottoscrivendo l'articolo 3 della convenzione firmata il 20 gennaio 2016 fra l’Aics e il ministero degli Affari esteri e della Cooperazione internazionale. Rispetto al passato, quando il ruolo italiano era  limitato a quello di osservatore nell'assemblea, l’Aics ha poi posticipato il termine di dicembre 2016 per l'adesione formale dell'Agenzia allo Iati in modo da renderlo compatibile sia con le procedure di preparazione all'adesione formale, sia con le fasi di ridefinizione dei sistemi gestionali interni, dei flussi di lavoro e dell'organizzazione stessa.

"Si tratta di attività complesse, che incidono nella struttura organizzativa e nei flussi informativi tra gli uffici dell'Agenzia, comportano un investimento economico e in formazione delle risorse umane – spiega il direttore dell’Aics, Laura Frigenti – e necessitano di tempo per essere messi a punto in una fase comunque di start up dell'organizzazione. Siamo nel pieno di un’attività che si concluderà nei prossimi mesi ed il cui obiettivo a lungo termine è di rendere l’attività dell’Agenzia più trasparente e partecipativa". La prima tappa di questo percorso è stata a Nairobi, nel novembre scorso, quando l’Aics ha partecipato alla Global Parnership Initiative ed è stata stabilita la data di adesione ufficiale, fissata per il 1 marzo 2017. Quattro gli obiettivi fondamentali che l'Agenzia dovrà perseguire nell'aderire all'organizzazione: la condivisione e la promozione della visione e della missione dello Iati; l'attuazione degli standard o l'impegno a definirne l’attuazione entro un anno e sottoporla al monitoraggio dell'Annual Report; il pagamento della quota associativa annuale, stabilita dall'Assemblea dei membri; la messa a disposizione della propria competenza nei vari gruppi di lavoro.

Con l'adesione formale, i membri potranno avere accesso al registro dati Iati e altri database correlati, ricevere supporto per l'attuazione degli standard Iati, ricevere notizie e aggiornamenti regolari, condividere le esperienze nell'utilizzo dei dati e altre innovazioni sul campo e partecipare a eventi di revisione della spesa. Infine, la piattaforma Open Aid parteciperà al terzo Action Plan Nazionale di Ogp (Open Government Partnership) con il progetto Open Aid 2.0.

 

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