Verso una migrazione sostenibile

Pubblichiamo l'introduzione del report "Verso una migrazione sostenibile" pubblicato nel febbraio 2017 dall'Italian Centre for International Development dell'Università di Tor Vergata in collaborazione con l'Agenzia.

• Gli ampi flussi migratori verso l’Europa, che negli ultimi anni hanno dominato i titoli di giornale e generato accesi dibattiti politici, sono destinati ad essere un fenomeno di lungo periodo, data la natura radicata di molti dei fattori che spingono le persone a varcare i confini. Se trascurata, la sfida migratoria potrebbe mettere a repentaglio i valori fondamentali dell’integrazione Europea e la solidarietà, sia fra gli Stati Membri sia all’interno di ciascuno di essi. Se gestito efficacemente, invece, il fenomeno migratorio può trasformarsi in un’opportunità di crescita economica e di sviluppo sociale per un’Europa sempre più anziana e per i paesi di origine.

Nonostante le tensioni generate dai recenti picchi nei flussi migratori, il fenomeno della migrazione è legato principalmente a fattori di carattere strutturale e di lungo periodo, di cui occorre tener conto nella formulazione di qualsiasi strategia efficace. Sebbene periodi di crisi possano ampliare l’entità dei flussi dei migranti, anche le misure d’emergenza adottate in questi frangenti tendono ad essere più efficaci se attuate nel quadro di interventi strutturali di lungo periodo. Inserire tali misure in una strategia di lungo termine non implica ottenere risultati solo nel lungo periodo. Al contrario, se progettati in modo coerente, questi interventi avranno una maggiore probabilità di rivelarsi efficaci anche nel breve periodo.

In particolare, dato il crescente flusso di movimenti migratori dalle economie meno sviluppate a quelle più avanzate, le politiche migratorie dovrebbero essere coerenti con le politiche di sviluppo e configurate per promuovere e rafforzare gli effetti positivi che la migrazione può generare.

Alcuni dei benefici di lungo periodo potrebbero essere vanificati in presenza di picchi incontrollati nei flussi, così come da un esteso ricorso a canali d’ingresso irregolari. Gli interventi dovrebbero necessariamente includere componenti di gestione dei flussi e di disincentivo alla migrazione irregolare.

Le misure al centro di molti dei recenti dibattiti politici europei sulla migrazione dovrebbero, quindi, essere accompagnate da interventi esterni congiunti più forti, nel quadro delle politiche di sviluppo di lungo periodo a favore dei paesi di origine. Questi ultimi rappresentano infatti il luogo in cui affrontare alla radice la sfida della migrazione e il fulcro su cui far convergere l’azione europea a loro supporto. Per trasformare questa sfida in opportunità e massimizzare i benefici della migrazione, occorre partire dalla comprensione dei fattori che determinano l’ampiezza e la composizione dei flussi migratori nei paesi in cui questi hanno origine. Solo prendendo in considerazione le forze che spingono le persone a varcare i confini sarà possibile gestire i flussi migratori in modo sostenibile.

Il Migration Compact - il recente ‘non-paper’ del governo italiano, si muove in questa direzione strategica. Il Migration Compact, in accordo con le recenti dichiarazioni dell’UE (ad esempio il piano di azione di La Valletta), richiama a sforzi sistematici e significativamente crescenti da sviluppare in stretta collaborazione con i paesi di origine, per controllare e migliorare la qualità dei flussi migratori e ridurre gli incentivi a migrare attraverso canali irregolari.

Il presente Rapporto si inquadra nel contesto del Migration Compact, di cui condivide il richiamo ad un ampliamento dello spazio d’intervento che, a partire dall’interno dei confini dei paesi di destinazione, giunga fino a quelli dei paesi di origine, quale elemento fondamentale di una risposta strutturale alla migrazione e ai suoi fattori scatenanti.

Il Rapporto presenta e discute un insieme di politiche che possono essere attuate nei paesi di origine per trasformare la sfida della migrazione in un’opportunità. Nel loro insieme, tali politiche ambiscono a realizzare uno scenario migratorio desiderabile, ovvero una situazione di flussi migratori controllati, ridotti incentivi alla migrazione irregolare e benefici della migrazione condivisi fra paesi di origine e di destinazione.

Si deve sottolineare che, nonostante l’importanza dell’argomento e i ripetuti richiami a favore di interventi coerenti ed efficaci nei paesi di origine, l’esperienza in questo tipo di interventi così come l’evidenza circa la loro efficacia restano estremamente limitate. Inoltre, fatta eccezione per un numero limitato di paesi di provenienza, strategie di intervento integrate risultano essere completamente assenti. In questo contesto, l’Italia può svolgere un ruolo fondamentale non solo nell’attuazione di tali strategie, ma anche nel fornire la necessaria guida intellettuale all’interno dell’Unione Europea, delle istituzioni internazionali e delle banche multilaterali.

Il Rapporto è organizzato nel modo seguente. Il capitolo 1 presenta l’evoluzione e le caratteristiche dei flussi migratori internazionali verso l’Europa e l’Italia e i principali fattori alla loro origine. Il capitolo 2 passa in rassegna le opzioni politiche e le esperienze nei paesi di origine per il raggiungimento di una migrazione di tipo sostenibile. Si
analizzano in particolare: le politiche attive del lavoro volte a rendere la migrazione una scelta e non una mera necessità; le forme di istruzione e formazione per accrescere l’occupabilità dei futuri migranti; l’organizzazione di attività di natura preparatoria, volte ad equipaggiare i futuri migranti con conoscenze e competenze legate al futuro percorso migratorio; le politiche per la migrazione circolare volte a facilitare lo scambio bidirezionale sia dei migranti sia di quanto da loro accumulato in termini di conoscenze, competenze e capitale; politiche di coinvolgimento della diaspora volte a mobilitare le comunità di migranti come agenti di sviluppo nei propri paesi di origine; le politiche migratorie di ritorno volte a rendere la migrazione una scelta reversibile; e le politiche di protezione per salvaguardare i minori lasciati a casa dai genitori migranti. Il capitolo 3 discute i prossimi passi da attuare nel quadro di una strategia integrata a favore di una migrazione sostenibile.

 

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