Roma – XII Giornata mondiale contro le mine, anche la Cooperazione rinnova il suo impegno

Per celebrare la XII Giornata mondiale per la promozione dell’azione contro le mine e gli ordigni bellici inesplosi, indetta dalle Nazioni Unite nel giorno del 4 aprile, l’Associazione Nazionale Vittime Civili di Guerra (ANVCG) e la Campagna Italiana Contro le Mine Onlus hanno organizzato a Roma una conferenza nazionale presso la prestigiosa Sala Zuccari di Palazzo Giustiniani (Senato della Repubblica).

L’evento, patrocinato dai Ministeri degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale, della Difesa, dell’Interno, dell’Istruzione dell’Università e della Ricerca, ha visto la partecipazione di rappresentanti del Governo, associazioni e organizzazioni della società civile che operano nel campo della lotta contro le mine e gli ordigni bellici, studenti e giornalisti. Accanto al Sottosegretario MAECI Benedetto Della Vedova, l’Agenzia ha partecipato all’evento con Andrea Senatori, che ha dettagliato il ruolo dell’Agenzia e le principali attività italiane nel settore dello sminamento umanitario.

E’ stato ricordato quanto l’azione contro le mine e gli ordigni inesplosi ricomprenda una serie di interventi umanitari che non si limitano alle sole – e indispensabili – azioni di sminamento e bonifica, ma al complessivo recupero dei territori e delle comunità interessate dai conflitti, attraverso interventi di assistenza sanitaria a favore delle vittime, attività di sensibilizzazione per l’educazione al rischio rappresentato da mine e altri ordigni esplosivi, ed azioni di advocacy.
Un momento condiviso di mobilitazione, dunque, per richiamare i media, le rappresentanze politiche e la società civile sull’emergenza umanitaria generata dagli ordigni inesplosi e rinnovare l’appello a mantenere sempre alta l’attenzione nei confronti di una minaccia che continua a colpire le popolazioni sia durante che dopo i conflitti. Un problema di portata e gravità trasversali, tanto in Italia – come raccontato dalla toccante testimonianza di Nicolas Marzolino, adolescente rimasto ferito da un ordigno inesploso nel 2013 in Val di Susa – quanto nel mondo, dove continuano le atrocità causate della numerose guerre in corso. “Non permettersi il lusso di assuefarsi, ma ritrovare il proprio sdegno”, questo il monito di Alberto Cairo, fisioterapista Delegato del Comitato Internazionale di Croce Rossa e attivo in Afghanistan da quasi 30 anni per curare feriti e disabili colpiti dal conflitto, non solo fornendo protesi e assistenza ma ridando dignità e speranza per ricostruire vite spezzate nel corpo e nell’anima.

Un settore, quello dello sminamento umanitario, in cui l’Italia è particolarmente impegnata, sia a livello politico – come ha ricordato la Sen. Amati nel suo intervento – ma anche attraverso gli interventi di Cooperazione: oltre 46 milioni di euro sono stati investiti in seguito dell’istituzione, nel 2001, del Fondo per lo Sminamento Umanitario e la bonifica di aree con residuati bellici esplosivi. Il 2017, anno in cui si celebra anche il ventennale del Trattato di Ottawa per la proibizione delle mine anti-uomo, vede inoltre l’Italia presiedere il Gruppo di coordinamento dei donatori per l'azione internazionale contro le mine (Mine Action Support Group - MASG). A ciò si aggiungono anche gli impegni annunciati lo scorso anno nel quadro del Vertice umanitario mondiale di Istanbul per mantenere i contributi dedicati al settore dello sminamento umanitario e la protezione dei civili a un livello non inferiore ai 2-2,5 milioni di euro all’anno.

Programma

Presentazione AICS

 

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