migrazioni e sviluppo

In linea con la nuova Agenda 2030 per lo sviluppo sostenibile, la Cooperazione italiana considera di fondamentale importanza l’impatto delle migrazioni per lo sviluppo delle comunità di provenienza.  Le cause delle migrazioni sono molteplici ma riconducibili essenzialmente a tre esigenze: c’è chi è in cerca di migliori opportunità economiche, chi fugge da conflitti e condizioni repressive delle libertà individuali, chi viene costretto a emigrare da stati fragili, istituzioni sempre più deboli o inesistenti. Specialmente negli ultimi anni il fenomeno migratorio ha raggiunto cifre impressionanti: 232 milioni di persone in movimento nel mondo, numero raddoppiato nel corso del passato decennio; 60 milioni di persone costrette a emigrare a causa di guerre e persecuzioni (19,5 milioni di rifugiati, 38,2 milioni di sfollati interni; 1,8 milioni di richiedenti asilo). Il tutto in un contesto demografico nel quale l’Africa è destinata a vedere raddoppiata la propria popolazione entro il 2050, quando nel continente vivrà il 25 per cento della popolazione mondiale.

Un impegno globale per contrastare le migrazioni è già iniziato lo scorso novembre con il vertice Ue-Africa de La Valletta, con lo stanziamento di risorse (1,8 miliardi di euro, ndr).  L’Italia è il secondo contributore del Trust Fund per l’Africa e ha già presentato una serie di progetti: uno di questi è volto a favorire la formazione professionale per i più giovani e la creazione di micro-imprese in Etiopia. Uno dei progetti del Trust fund, con un finanziamento di 40 milioni di euro, sostiene proprio attività imprenditoriali che collegano elementi della diaspora con le comunità d’origine.
Al problema delle migrazioni dei popoli africani si aggiunge la crisi dei rifugiati, in particolare  quella siriana: quattro milioni di rifugiati con effetti destabilizzanti sui paesi vicini, in particolare Libano e Giordania. Nel 2015 il sistema delle Nazioni Unite ha calcolato in sette miliardi di dollari il fabbisogno dell’assistenza ai rifugiati siriani nei paesi vicini e anche l’Italia è pronta a fare la sua parte, prevedendo un pacchetto di aiuti per i governi di Libano e Giordania e pensando a programmi di conversione del debito. Il contributo italiano sostiene inoltre il programma di emergenza dell’UNHCR in Libano, volto a fornire assistenza umanitaria e interventi di carattere manutentivo e migliorativo negli insediamenti dei rifugiati siriani gestiti dalle Nazioni Unite in Libano.

In risposta a situazione umanitaria che continua ad aggravarsi, la Cooperazione italiana ha disposto un primo pacchetto di interventi umanitari per la Libia sul canale multilaterale per un valore complessivo di 1,4 milioni di euro. L’obiettivo è sostenere, con un’attenzione particolare alle attività di protezione delle categorie più vulnerabili e di prevenzione dei flussi migratori irregolari lungo la rotta del Mediterraneo centrale,  gli interventi di prima emergenza realizzati dagli organismi internazionali più attivi in territorio libico: il Comitato internazionale della croce rossa (Cicr); l’Alto commissariato delle Nazioni Unite per i rifugiati (Unhcr), che opera anche nei centri di detenzione del Dipartimento per combattere la migrazione irregolare (Dcim) e conduce monitoraggio delle operazioni di salvataggio in mare gestite dalla Guardia costiera libica; l’Organizzazione internazionale per le migrazioni (Oim), che è in prima linea nelle attività di monitoraggio e assistenza lungo la “rotta sahariana”, percorsa da migranti provenienti dall’Africa centrale che entrano in Libia per raggiungere l’Europa.

Inoltre la Cooperazione Italiana attribuisce particolare rilievo alla tutela dei minori nei processi migratori, sia nei Paesi d’origine dei flussi migratori, sia nel nostro Paese, la cui crescente complessità è da collegarsi ai fenomeni legati alla globalizzazione e che coinvolgono anche il nostro Paese. La Cooperazione interviene infatti sostenendo i sistemi di welfare nei Paesi d’origine dei flussi migratori allo scopo di promuovere politiche di sviluppo e di inclusione sociale a favore di minori, anche mediante la cooperazione decentrata.

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