disabilità

Le persone con disabilità sono poco meno di un miliardo e rappresentano circa il 15% della popolazione mondiale. Si stima che circa l’80% di loro viva in Paesi in via di sviluppo, dove la condizione di disabilità si associa a povertà, esclusione, discriminazione, con pesanti ripercussioni dal punto di vista sociale, economico, culturale. In caso di conflitti e di calamità, le persone con disabilità sono le prime a soffrire delle gravi conseguenze delle emergenze. Si valuta, inoltre, che tra coloro che si trovano in condizioni di povertà, una su cinque sia una persona con disabilità.

L’Italia è riconosciuta, a livello internazionale, come punto di riferimento per le politiche in tale settore ed è stato il primo paese ad aver approvato, nel novembre 2010, le Linee Guida per la disabilità, redatte sulla base degli enunciati della Convention on the Rights of Persons with Disabilities (CRPD), adottata dall’Assemblea Generale delle Nazioni Unite nel 2006 e firmata e ratificata dal nostro Paese.

L’approvazione della CRPD, ratificata da parte di più di 150 Paesi  e dalla stessa Unione Europea, rappresenta ormai un nuovo standard internazionale, tutelando i diritti di tutte le persone con disabilità e segnando un momento di svolta anche sulle politiche di cooperazione internazionale. L’articolo 32 della CRPD infatti introduce nuovi principi nelle attività legate alla cooperazione allo sviluppo, mentre l’art. 11 fa riferimento agli interventi di emergenza. La stessa Strategia Europea sulla disabilità 2010-2020 include il tema delle relazioni esterne dell’Unione Europea, maggiore donatore mondiale, prevedendo un’adeguata attenzione alle persone con disabilità nelle agende bilaterali e nei programmi di sviluppo ed emergenza.

In questo scenario, nel 2013 è stato adottato il Piano di Azione Disabilità della Cooperazione Italiana che, peraltro, è inserito nel “Programma di Azione Biennale del Governo Italiano sulla disabilità” D.P.R. 4 ottobre 2013.

Il Piano di Azione sancisce il principio dell’inclusione della disabilità in ogni fase delle politiche e delle pratiche dello sviluppo e contempla tutte quelle azioni finalizzate alla promozione di pari opportunità per le persone con disabilità. E’ frutto di un processo inclusivo cui hanno partecipato istituzioni a livello centrale e locale, mondo accademico, ONG, OPD,  imprese e centri di ricerca.

Il Piano d’Azione comprende cinque pilastri, ciascuno dei quali racchiude azioni concrete relative a:

  1. Politiche e strategie - Strumenti di programmazione e monitoraggio delle politiche della disabilità a livello nazionale;
  2. Progettazione inclusiva;
  3. Accessibilità e fruibilità di ambienti, beni e servizi;
  4. Aiuti umanitari e situazioni di emergenza che includano le persone con disabilità;
  5. Valorizzazione delle esperienze e competenze della società civile e delle imprese.

Molteplici sono le attività realizzate sinora che si sono anche avvalse della collaborazione di specifici gruppi tecnici di lavoro con l’obiettivo di promuovere il dibattito su specifici aspetti e favorire lo scambio di esperienze e  l’individuazione di buone pratiche realizzate nel settore.

Il Piano di Azione si avvale della collaborazione con la società civile attraverso il tavolo di lavoro MAECI-AICS-RIDS (Rete Italiana Disabilità e Sviluppo).